Le pratiche taoiste


Ricostruzione del tessuto con immagini di pratiche taoiste (daoyintu) rinvenuto nella tomba n. 3 a Mawangdui. Esposto al Museo Provinciale dello Hunan a Changsha,
Ricostruzione del tessuto con immagini di pratiche taoiste (daoyintu) rinvenuto nella tomba n. 3 a Mawangdui. Esposto al Museo Provinciale dello Hunan a Changsha,

Avere una infarinatura sulle origine filosofiche delle pratiche taoiste, a prescindere dal tipo di lavoro che si sceglie di fare, aiuta a comprenderne il senso ed a migliorare le risposte fisiche e mentali.

 

Oggi Qigong e Taiji  vengono consigliati persino nei centri di estetica oltre che in quelli di medicina tradizionale cinese. Esiste un'ampia letteratura in materia e sul web è possibile trovare davvero tutto, motivo per cui è anche facile perdersi e venire scoraggiati negli approfondimenti. 

 

Tutte le arti taoiste trovano nella filosofia di Laozi (Laotzu,  Laozu, Lao tze) e dei suoi allievi (Zhuangzi e Liezi) le basi teoriche e pratiche del proprio essere/non essere.  Laozi è considerato il padre del taoismo e l’autore del testo di riferimento, Il Dao De Jing tradotto anche come "Il Canone della Via e della Virtù".

 

I filosofi taoisti erano importanti interlocutori per i governanti illuminati del tempo e la loro filosofia assieme al confucianesimo è rimasta il pilastro del pensiero cinese con la sua scrittura così particolare e la sua poesia.

 

Tutti gli antichi hanno avuto i loro filosofi, pensiamo a Socrate e Platone, e pensiamo al Non sapere di Socrate.

A certe riflessioni si arriva comunque e ovunque. La differenza dei filosofi taoisti è che erano scevri da concetti manichei e davano al corpo e alle pratiche di benessere grande importanza. Forse è questo il motivo per cui tale filosofia è sopravvissuta nei secoli, ha oltrepassato i confini della Cina, ha raggiunto i lavoratori del benessere psicofisico di tutto il mondo, ed ha ispirato coaches, counselors, psicoterapeuti.

 

Stiamo parlando di una strana filosofia che toglie il potere alle parole per darlo 1) al Movimento che nasce dall’Intenzione, 2) alla Contemplazione e 3) ad una Meditazione che non va a realizzarsi dell’ascesi ma nella quotidianità. 

 

L’idea centrale  è che l’energia sia unica e muove tutto, macrocosmo (cosmo, universo) e microcosmo (essere umano e ciascun altro essere viventi) e non parliamo di una massima di filosofia astratta ma di una consapevolezza portata nel quotidiano.

 

Il Tao è l’energia del Tutto in movimento perpetuo, l’Oltre il discorso e le distinzioni. Il Tao è anche ritmo incessante della distinzione primaria tra Yin e Yang, opposti in continua relazione di dipendenza tra loro, sicché l’uno discende dall’altro e viceversa. 

 

In questa filosofia il “non” essere è l’essenza del tutto. Laozi è perentorio a questo proposito e nel suo Daodejing  dice: 

 

Si lavora l’argilla per fare un vaso ma l’utilità del vaso sta dove non c’è nulla.

Per fare una stanza si aprono porte e finestre ma l’utilità della stanza sta dove non c’è nulla 

 

L’utilità sta nel vuoto, nell’assenza che nella pratica diventa movimento spontaneo (Ziran) da cui la metafora dell’acqua che scorre e che viene contrapposta alla forza del pieno, della imposizione e della prescrizione. Non fare è il principio dello sforzo inverso, quello che dice che le cose vanno in un modo e non possono andare diversamente. Bisogna lasciare che vadano senza forzare,  come per le acque di un fiume,  se non si vuole che si trasformino in acqua stagnante, da cui la massima taoista con il minimo sforzo ottengo il massimo del risultato

 

Ma attenzione. Non significa che la Negazione prevalga sull'Affermazione in assoluto. Quella è una massima filosofica che aiuta a comprendere l'importanza del Vuoto ma ciò che ai taoisti importava e su cui hanno impostato tutta la loro vita è la consapevolezza dell'Equilibrio dinamico tra Pieno e Vuoto, tra Affermazione e Negazione, che travalica il confine del formalismo e abbraccia la spontaneità del gesto. Un concetto molto diverso dal LI (forza) dei confuciani che ebbero la meglio sul piano istituzionale.

 

Nel tempo il Taoismo aderì alla necessità di ordinare e strutturare il proprio pensiero in una organizzazione creando una élite religiosa e nei suoi insegnamenti troviamo anche il Qigong e il Taichi come metodi per prolungare la vita.