La mia storia


Per quel che ricordo, ho sempre cercato e letto sul Tao. I primi libri erano di Alan Watts, un occidentale che aveva fatto esperienza di discipline come lo zen e che rendeva comprensibile, a noi adolescenti di Occidente, certi percorsi di conoscenza e consapevolezza. Ricordo quando lessi "Il Tao. La via dell'acqua che scorre". A.Watts descriveva un mondo per me stranamente familiare che mi dava risposte su un certo "non senso" che oramai coglievo a più non posso attorno a me. L'adolescenza è una fase della vita importante, possono accadere miracoli, del tutto interiori, preludio di esperienze che portano verso direzioni non prevedibili.

 

Divenuta "grande" mi sono laureata in Sociologia con il massimo dei voti pubblicazione in collettanea. Dopo qualche anno ho iniziato a collaborare con l'Università. Ciò che più mi affascinava erano certi studi di teoria sociologica in grado di comprendere la complessità sociale e di sollecitare riflessioni sulla modernità e sulla relazione tra Uomo e Società: nuovi gioielli conoscitivi nel sapere epistemologico occidentale.

 

Tra le varie letture del periodo, ad un certo punto, incrociai "Il Tao della fisica" scritto da un'altro occidentale d'eccellenza, il fisico Frjtiof Capra. Anche lì amore a prima vista! 

 

Quando però decisi di leggere i testi dei signori dell'Antica Cina, come Laozi e Zuangzi,  mi accorsi che non solo parlavano bene ma predicavano il "Non parlare", sapevano ma indicavano il "Non sapere" e, soprattutto, trattavano il corpo come fosse una unità, un sistema biopsichico in continuo contatto con l'Universo (di cui facevano parte anche gli altri sistemi biopsichici)i.  

 

Dopo alcune vicende che spostarono fortemente l'asse delle mie priorità lavorative e personali, decisi di intraprendere un percorso di pratiche taoiste presso un'associazione ubicata nella mia regione, la Puglia. Si inizia sempre così. 

 

Dal Taiji(quan), proveniente dal M° Li Rong Mei, che mi permise di comprendere il movimento consapevole e fluido, in sinergia con il pensiero, al QI GONG che fu la grande scoperta. Le scoperte vanno approfondite e così iniziai la ricerca di una scuola e trovai Tao yin (Tao-Yin)  con sede italiana a Bologna (Taoyin Italia) dove si insegnavano le antiche Arti Cavalleresche cinesi secondo l'insegnamento del M° Georges Charles

 

Ciò che mi piacque fu la completezza del lavoro in generale e per quanto concerne il Qigong un vero tuffo nell'antica anima, con contaminazioni confuciane e buddhiste, un patrimonio straordinario da mettere subito in pratica.

 

Sentirsi in forma con semplici movimenti pregni di senso, con intenzione ed attenzione, era la soluzione a quel senso di incompiutezza che avevo vissuto sino ad allora. 

 

Ciò che importava era abbattere la pigrizia e dedicarsi alla pratica giornaliera, anche se solo per una decina di minuti.  

 

Il diploma in Dao Yin Qigong è stato l'inizio di un percorso a cui sono seguiti ulteriori studi e approfondimenti sul Qigong, sui vari Qigong, sulla medicina taoista. Nel tempo ho infatti attinto a varie fonti tra cui Qigong moderni pensati prevalentemente come efficaci stretching. Molte cose sono cambiate ed oggi questa è la mia attività prevalente. 

 

Ho ampliato il bagaglio conoscitivo per offrire lezioni ricche di movimento, respiro e consapevolezza psicofisica. 

 

Ogni lezione è unica  ed io  sono sempre in cammino  perché il tao è grande e pieno di sorprese...