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Il Qigong è una disciplina ambientalista


Quando facciamo Qigong sappiamo bene che si tratta di una disciplina cinese che ha radici in una cultura millenaria in cui corpo e spirito nella loro unità sono il centro di ogni pratica. Questa è la visione di una pratica taoista.  

 

La Cina è un grande paese, non solo numericamente, che ha visto il susseguirsi di epoche imperiali e governi in cui la collettività ha preso il sopravvento su ogni forma di individualismo liberista portato in nuce dallo sgretolamento dell’impero. Gli insegnamenti di Confucio sono stati ben interiorizzati e, purtroppo, come quasi sempre accade nella politica, portati egli estremi.

 

La collettività non ha contemplato  anche l’ambiente in cui viviamo e da cui dipende la nostra vita. Senza aria, acqua, terra non potremmo vivere. Ecco perché è importante fare dei distingui e ricordare che le nostre pratiche nascono e crescono in un humus diverso dal collettivismo sociale puro e crudo.

 

Il Tao è il senso universale dell’armonia e della vita che è dato a tutti indistintamente e che viene fatto tacere sia nell'individualismo sia nel totalitarismo.

 

Nell'antica filosofia cinese, l’uomo era situato al centro tra la terra e il cielo e vi sono documenti che mostrano pienamente l’attenzione data all'ambiente mediante comportamenti necessari per preservare la vita. L’Opera delle osservazioni mensili (Yue Ling), legato al Libro dei riti (liji) è uno di questi documenti. Vi sono regole ben precise su come comportarsi nei vari mesi dell’anno dal sapore chiaramente ecologista (fonte: Georges Charles, Qigong ed Energia vitale)

 

Della Cina di oggi si dice molto male riguardo il trattamento riservato agli animali. Eppure , negli stessi Dialoghi di Confucio, il lato compassionevole prevale e in un passo si dice esplicitamente “… da come trattava gli animali, si può capire come trattava gli uomini(fonte: id).

 

Sono solo alcuni esempi per indicare come la cultura cinese antica sia piena di saggezza riguardo all'ambiente circostante, animali compresi. Ciò che è accaduto dopo è un’altra storia su cui ci saranno sicuramente interpretazioni autorevoli.

 

Nel Qigong antico della Ling Bao Ming (scuola del gioiello scarlatto) vi sono esercizi basilari in cui il contatto con il cielo e la terra indica proprio la funzione di intermediazione attribuita all'uomo che deve rispettare e fare da scambio continuo con il mondo naturale circostante da cui dipende la sua vita.

 

Per tale ragione, un Qigong vissuto pienamente deve tenere conto di tanti aspetti per una sua buona riuscita. L’aria, ad esempio, dovrebbe essere il meno inquinata possibile. Anche il periodo dell’anno, le condizioni climatiche, il luogo dove si pratica diventano importanti.

 

Il Qigong nato in seno al Tao è una vera e propria disciplina ambientalista. 

 

La pratica del Ling Bao Ming  inizia e finisce con un saluto rituale (Jing Li) che è rivolto ai praticanti, all'insegnante (nella forma confuciana assume il primo posto),  ed allo spazio fisico che ci ospita e che comprende tutto ciò che ci circonda, aria compresa. Anche nella forma sintetica viene indicato l’incontro di cielo e terra mediato dall'uomo.

 

Questo saluto ha in sé il lavoro taoista di base, rimandi a Confucio e, nel ringraziamento (gratitudine) anche a Buddha che  è parte integrante della cultura  cinese. Ma sappiamo bene cosa accade quando il Buddha si radica in un territorio come il Tibet.

 

Il Qigong è un sistema che al suo interno abbraccia le tre grandi e straordinarie visioni del mondo attribuite al Tao, a Buddha e alle prescrizioni socioeducative di Confucio. Si dice che il 3 sia  il numero perfetto e noi lo viviamo ogni volta che facciamo la nostra pratica e ci sentiamo uniti in corpo e spirito, con gratitudine verso l'ambiente naturale circostante che ci fornisce il Qi necessario per vivere.  

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