Motivazioni e difficoltà

A parte coloro che praticano Qigong consapevoli dell'importanza di un apprendimento graduale ma totale  ed in piena fiducia, per i quali il percorso è solo in salita, le finalità di chi si iscrive ad un corso di Qigong possono essere svariate e non sempre corrispondenti all'Oggetto. Ho individuato alcune tipologie:

  1. Interessati soltanto al gruppo e/o alla persona che insegna per fare conoscenza ed eventuale amicizia; promuovere o portare verso le propria attività; stringere alleanze, e così via;
  2. Interessati ad una ginnastica dolce ma esotica oppure ad un'arte marziale;
  3. Interessati ad un'attività da cui ci si aspetta risultati Straordinari sul piano della Salute fisica dopo poche lezioni;
  4. Interessati ad un'attività da cui ci aspetta risultati Straordinari sul piano della Salute emozionale, psicologica e spirituale dopo solo poche lezioni.

E tutto ciò, ovviamente, a costo quasi pari a Zero,

sia in termini economici

 sia in termini di impegno profuso nell'attività.

A parte il primo punto che, per motivi comprensibili, non porterà a proseguire né nel lungo né nel medio termine, negli altri casi possono esserci delusioni per un percorso che è anche fatto di ginnastica dolce così come di movimenti tratti dall'arte marziale cinese ma che non corrisponde né all'una né all'altra in maniera  tout court.

Inoltre, la pratica del Qigong richiede un lavoro graduale e crescente in impegno e attenzione alla materia, portato avanti con assiduità e fiducia nelle proprie capacità, in quelle dell'insegnante, oltre che nella stessa disciplina.

Nulla può accadere in tempi limitati, soprattutto quando non sono soltanto le capacità cognitive ad essere sollecitate ma l'insieme di quell'organismo che si chiama "Essere Umano" fatto di un Corpo che è anche Psiche.

Le maggiori difficoltà riscontrate per una buona pratica di Qigong:

  1. difficoltà, nel movimento, nel coordinare gli arti (destra e sinistra, alto e basso, dietro e davanti) e nel gestire il cambio peso, il vuoto/pieno; difficoltà nel gestire il rapporto tra l'asse verticale ed i piani orizzontali del corpo, ed assumere, quindi una giusta postura;
  2. difficoltà nella gestione dell'equilibrio nello spazio, nello svolgimento di movimenti in piedi, soprattutto se lenti;  
  3. difficoltà, nel movimento, a coordinarsi con la Respirazione.

Si aggiungono:

  • sottovalutazione della pratica e dell'apprendimento; 
  • difficoltà a sostenere l'impegno e a superare la pigrizia;
  • difficoltà nell'autodisciplina. 

Chi è motivato dalla Intenzione non si disperde, concentra le proprie energie e il focus di lavoro, approfondendo sempre di più ogni apparente semplice movimento, riuscendo a non annoiarsi per il solo fatto di comprendere l'equilibrio energetico che piano piano si va ad acquisire con evidenti riscontri sul piano psicofisico.   

Chi è motivato dall'Intenzione riesce ad approfondire ogni singolo movimento per fare dell'intera pratica un vero risveglio e riequilibrio energetico.